Campanacci artigianali a Tonara in Sardegna: come avviene la lavorazione

CHIAMA ORA CONTATTI

Campane di Tonara: un patrimonio che risuona nel cuore della Sardegna

I campanacci artigianali a Tonara in Sardegna sono il risultato di una lavorazione che combina metallo, fuoco e manualità, secondo tecniche tramandate nel tempo in Barbagia. Nel Laboratorio Artigianale Sulis di Carlo Sulis la produzione segue ancora un processo tradizionale: dalla lamiera iniziale fino alla fase più delicata, quella in cui si “dà la voce” al campanaccio. Questa pagina descrive in modo chiaro come vengono lavorati i campanacci, quali materiali vengono impiegati e quali possibilità sono disponibili per chi cerca un prodotto pensato per la pastorizia e per l’uso tradizionale.

Per chi desidera comprendere meglio il valore del lavoro artigiano, è possibile visitare il laboratorio e osservare le fasi di lavorazione dei metalli e del cuoio. La visita permette di vedere strumenti, fornace e passaggi operativi in un contesto produttivo reale, utile anche per comprendere cosa distingue un manufatto lavorato a mano da una produzione standardizzata.

Richiedi informazioni

Un laboratorio artigiano a Tonara tra metallo e cuoio


La lavorazione dei campanacci nasce in un contesto in cui la pastorizia e l’allevamento hanno rappresentato, e rappresentano ancora, un riferimento concreto per molte attività locali. Il laboratorio Sulis opera da generazioni sulla lavorazione di ferro, ottone e pellame, mantenendo strumenti e passaggi operativi che richiedono esperienza, precisione e tempi di lavorazione adeguati.

L’approccio artigianale si riconosce nella continuità del metodo: incudine e martello, fornace tradizionale, utensili specifici per taglio e rifinitura. Ogni campanaccio viene seguito lungo tutto il percorso produttivo, con controlli progressivi che incidono sia sulla solidità sia sulla resa sonora.

Dalla lamiera alla forma: la preparazione del campanaccio


La prima fase della lavorazione parte da una lamiera di ferro, materia prima che viene predisposta per ricavare le singole campane. Il procedimento prevede la suddivisione della lamiera in riquadri, in base al numero di campanacci da realizzare e alle dimensioni richieste.

Tracciatura e taglio delle formelle


Su ciascuna formella vengono disegnate le sagome dei campanacci e, con strumenti da taglio dedicati, si separano le parti secondo il profilo tracciato. Questa fase è determinante per la precisione delle dimensioni e per la corretta predisposizione alla formatura successiva. In un contesto artigianale, il controllo della sagoma incide direttamente sull’assemblaggio e sulla stabilità del manufatto.

Lavorazione a fuoco e martello: concavità e assemblaggio


Dopo il taglio, inizia la fase in cui si dà al metallo la curvatura necessaria. Per ottenere la concavità delle due metà del campanaccio, l’artigiano lavora con pazienti martellature su stampi, alcuni ricavati su superfici di legno duro, secondo pratiche consolidate.

Questa fase richiede equilibrio tra forza e controllo: l’obiettivo è arrivare a una forma regolare, capace di funzionare come cassa di risonanza. A seguire, con l’impiego di incudini, tenaglie, martelli e calore, si procede a congiungere le due parti contrapposte del campanaccio, preparando il pezzo alle lavorazioni successive.

Cottura e inserimento dell’ottone: un passaggio tecnico decisivo


L’ultima fase strutturale è la cottura. I campanacci vengono disposti ordinatamente nei crogioli e dosati internamente con granuli di ottone. I contenitori vengono chiusi con coperchi in argilla aderenti e sottoposti alla fonte di calore per diverse ore, con un controllo costante della temperatura e dell’andamento del processo.

Terminata la cottura, i crogioli vengono estratti dal fuoco e raffreddati. Questa fase ha effetti concreti sulle caratteristiche del campanaccio, contribuendo alla resistenza e alla risposta sonora del metallo.

Dare la “voce” al campanaccio: accordatura e rifinitura


Tra i passaggi più delicati nella produzione dei campanacci artigianali a Tonara in Sardegna c’è la fase in cui si lavora sul suono. In origine la cassa di risonanza può presentare un suono sordo; per ottenere una resa più chiara si procede con interventi progressivi di battitura, limatura e ribattitura.

Qui l’esperienza dell’artigiano è centrale: piccoli aggiustamenti incidono sul timbro e sull’intensità. In pratica, il campanaccio viene trattato come uno strumento, con l’obiettivo di raggiungere una musicalità adeguata all’uso previsto. È anche per questo che, nella produzione artigianale, ogni pezzo risulta diverso: la risposta del metallo non è mai identica e la lavorazione manuale porta a risultati unici.

Misure, tipologie e applicazioni d’uso


La lavorazione artigianale consente di realizzare campanacci in diverse dimensioni, in funzione dell’animale e del contesto di utilizzo. In ambito pastorale, forma e misura non sono dettagli secondari: influenzano peso, fissaggio e sonorità.

I campanacci possono essere destinati, ad esempio, a:

  • animali da gregge, per un riconoscimento sonoro durante il pascolo
  • allevamenti bovini, dove sono richieste strutture più robuste
  • utilizzi legati alla tradizione e al folklore, in cui il suono è parte integrante della rappresentazione

Nel laboratorio è possibile valutare la soluzione più adatta in base alle necessità pratiche, mantenendo coerenza con la lavorazione tradizionale.

Contattaci per maggiori dettagli sui campanacci artigianali a Tonara in Sardegna e per valutare misure e tipologie in base alle tue esigenze.